Migrazione e Cooperazione Internazionale Parte2

La seconda parte del convegno ha avuto come tema centrale la criminalità correlata al fenomeno migratorio. Al riguardo è intervenuto i il dott. Di Maio, istitutore degli sportelli immigrazione in Italia.
<<L ‘immigrazione è uno degli eventi che maggiormente incide sui nostri rapporti sociali>> introduce il dottore, spiegando che gli immigrati sono il motore del cambiamento,  e che la tolleranza non è solo un dovere morale, ma un fattore di sviluppo della società. Gli immigrati sono infatti una risorsa fondamentale per l’economia globale: influiscono sul mercato del lavoro, sul pagamento delle pensioni, pagano le tasse ,<<riempiono i vuoti della società>>. Danno un contributo fondamentale nel nostro paese, soprattutto nel settore domestico e di cura degli anziani: senza di loro l’economia crollerebbe.
La società italiana è multietnica e pluriculturale e l’arrivo di persone provenienti da altri paesi, culture, tradizioni detta la necessità di un cambiamento del nostro modo di pensare.  La loro “invasione” non può essere respinta per ragioni umanitarie: bisogna considerare che i profughi, scappando dal loro paese d’origine, lasciano alle loro spalle devastazioni, persecuzioni, guerre e sperano di migliorare la loro vita.

Tuttavia, la mancanza di lavoro, la clandestinità e le condizioni di lavoro massacranti e degradanti inducono facilmente all’intraprendere la strada della criminalità,  dallo spaccio di sostanze stupefacenti alla microcriminalità. Si prenda ad esempio la malavita albanese attiva in Italia: essa è composta da persone che mostrano sprezzo del pericolo, che uccidono e vengono uccisi per motivi futili, che torturano bambini e donne. << E’ gente che non ha nulla da perdere, e che non ha paura: la galera nel loro caso non servirebbe. Non gli importa di finire all’ergastolo>>, sottolinea Di Maio << hanno alle spalle anni di guerre, orrori, distruzioni>>. Ciò che più fa riflettere è l’istigazione alla criminalità dei minori: questi, venduti nella maggior parte dei casi dai loro stessi familiari ad associazioni a delinquere, vengono sfruttati in attività illecite, indotti  all’ accattonaggio e alla prostituzione, violando così i loro diritti e pregiudicando il loro sviluppo e crescita.
Sono state attuate diverse iniziative ai fini della protezione sociale degli immigrati, come la concessione del permesso di soggiorno a chi collabora con la giustizia. Tale accorgimento, spiega il dottore, ha una duplice funzione: da una parte si tutelano le vittime di questi reati, dall’altra si rendono più efficaci le strategie investigative volte a contrastare il fenomeno.

Nella tradizione italiana la figura dell’immigrato è associata a quella di devianza: ciò è dovuto anche alla disinformazione, o informazioni non del tutto corrette che la Stampa tende a proporre, concentrandosi più sulla spettacolarità degli eventi che sul loro contenuto.

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<<Il binomio immigrazione uguale criminalità dunque è un errore: non si tiene troppo spesso conto che non hanno alternative>> conclude di Maio,  ribadendo che il primo passo verso la strada dell’integrazione è un esatta informazione e comprensione del fenomeno.
Infine riprende la parola la dott. Lupidi, fornendoci una lettura sociologica dei migranti, in particolare riguardo ai reati da loro commessi.
I crimini presi in considerazione sono : reati violenti,   reati contro la proprietà e  reati legati ai mercati illegali; vengono inoltre distinti i reati strumentali,  commessi per raggiungere fini economici, ed espressivi determinati da passioni, conflitti o per soddisfare bisogni personali fini a se stessi.
Vengono evidenziati come i reati commessi dagli immigrati regolari siano gli stessi compiuti dagli italiani, ossia di tipo espressivo, e come 
seguano l’andamento economico- sociale del Paese: lo si può infatti notare da come siano diminuiti il numero degli omicidi e come al contrario siano aumentanti i furti, sintomo della crisi economica attuale. Bisogna tuttavia sempre considerare come in realtà i dati a noi a disposizione non siano del tutto esaurienti: non sempre i crimini perpetuati vengono denunciati.
Si sono comunque potute fare delle indagini statistiche, sottolinea la professoressa, che ci permettono di osservare come, a seconda della nazionalità, cambino i generi dei reati compiuti : gli immigrati di origine rumena ad esempio sono specializzati per lo più in furti con destrezza, rapine, omicidi e violenze sessuali; i marocchini invece sono stati denunciati maggiormente per rapine e lesioni ; infine gli albanesi compiono soprattutto furti d’abitazione. Ciò dipende sempre dai  fattori sociali, religiosi, economici e della persona che etrano in gioco, non permettendoci di trarre delle conclusioni assolute.

Ultimo argomento, ma non per questo meno rilevante rispetto agli altri, sono le “vittime” della criminalità organizzata e non, costrette a subire abusi, violenze e situazioni raccapriccianti:
La prima di queste ad essere presa in analisi è la tratta degli esseri umani, fenomeno criminale che si innesta sui flussi di immigrazione clandestina. Vengono distinte due tipi di tratte : lo smuggling e il trafficking.  Nel primo caso gli immigranti, disponendo di un capitale proprio, contattano le organizzazioni che gestiscono il trasferimento delle persone per giungere al paese di destinazione. Il trafficking consiste invece nel reclutamento dei migranti dai gestori del traffico di persone  mediante l’inganno.
Ad esempio la criminalità organizzata nigeriana, preleva le vittime direttamente dai loro villaggi d’origine, destinandole successivamente al mercato della prostituzione. Le nigeriane vengono sfruttate per un debito contratto, stipulato con dei rituali vodoo. La sociologa fa notare come non è tanto la minaccia ad entrare in gioco, ma la cultura: in questo caso viene infatti nominata un’ entità sovrannaturale.
Altro esempio di come le ragazze, tramite l’inganno, vengano prelevate dal loro paese natio e costrette a prostituirsi è dato dal crimine organizzato est-europeo: si promette infatti alle vittime,spesso connazionali, un lavoro pulito, connesso al mondo dello spettacolo, per essere in realtà sfruttate a scopi illeciti.
Un secondo fenomeno di cui si occupa la malavita organizzata è l’accattonaggio, che vede coinvolti soprattutto i minori di etnia rom; questi, provenienti da famiglie molto povere, vengono venduti dagli stessi familiari alle organizzazioni criminali per essere sfruttati a chiedere l’elemosina e non solo: spesso infatti sono vittime di abusi sessuali, ai fini del traffico illegale di materiale pedopornografico. Agghiacciante è l’età di questi bambini , tra i 0 e 12 anni.

<< E’ l’essere umano che fa tutte queste cose; l’essere umano, l’animale più feroce della terra>>  pronuncia infine la dottoressa, chiudendo così il convegno.

Di Gianluca Chiusano

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