Review del corso “Crime Scene Analysis e Criminal Behavior “

Il 5 e 6 novembre si è svolto il primo corso di Crime Scene Analysis e Criminal Behavior a cura della Dottoressa Paola Giannetakis, Criminal Psychologist and Profiler,laureata presso University of Massachusetts, UND e University of Huddersfield. Durante il corso sono intervenute varie figure: il Maresciallo dei Carabinieri Dott. Stefano Pais, il graduato dell’arma dei carabinieri Fabio Massa, esperto in indagine informatiche ed la psicologa e criminologa Flaminia Bolzan. Il Dott. Stefano Pais ha spiegato il concetto di investigazione attraverso le tecniche investigative e la gestione dell’attività d’indagine dando la possibilità di attuare il miglior processo logico-investigativo in un caso pratico di omicidio da avvelenamento.

L’esame dei dati si effettua seguendo un processo analitico che si sviluppa attraverso le fasi di: – confronto di tutti i dati investigativi e informativi disponibili. Ciascun dato va riscontrato con tutti gli altri, al fine di evidenziare i più importanti. – sviluppo delle deduzioni e delle conclusioni preliminari, utili alla ricerca e all’esame delle ipotesi investigative. Le deduzioni devono necessariamente basarsi su valide premesse e conclusioni (la base per l’avvio delle investigazioni).

Luce UAV e strumentazione specifica per l'acquisizione di tracce su diverse superfici.

Luce UAV e strumentazione specifica per l’acquisizione di tracce su diverse superfici.

Per qualche minuto gli studenti hanno ricoperto il ruolo di investigatori. Il loro compito era quello di porre delle domande inerenti al caso in questione e se queste fossero state pertinenti, ottenevano un indizio in più per la risoluzione del caso. La professionalità del Dott. Massa ha accompagnato i partecipanti per tutte e due le giornate. Ha fatto comprendere ai presenti l’importanza della fotografia parlando del crime scene photography con le adeguate precauzioni e regole generali della scena del crimine. Tuttavia in Italia non esiste la figura del fotografo forense; non sono ancora state sancite regole specifiche ed per questo motivo ogni operatore deve affidarsi alle proprie competenze tecniche. Successivamente i partecipanti sono stati invitati a scegliere quale tra i due modi di fotografare un reperto era corretto. ci ha spiegato e fatto fare pratica sulla rilevazione delle impronte papillari, nella evidenziazione delle tracce ematiche con il luminol e di altre importanti tecniche di individuazione dei reperti sulla scena del crimine.

La psicologa e criminologa Flaminia Bolzan ha parlato dei serial killers, delle varie classificazioni, ha spiegato il comportamento seriale attraverso il modello S.I.R. La psicologa poi ha presentato la suddivisione tra assassinio di massa e il serial killer.
Nella seconda parte del corso la Dott.ssa Giannetakis ha introdotto l’analisi della scena del crimine come luogo di transazione tra vittima e offender, i concetti di inferenza delle possibili caratteristiche dell’offender, come applicare il profiling nei limiti delle circostanze del caso in analisi. Ha spiegato, in relazione ai crimini violenti e a carattere sessuale, come la fantasia gioca un ruolo importante; emerge quando l’assassino esprime i propri desideri di controllo e possesso sugli altri esseri umani. Il mondo immaginario è il normale mezzo di controllo dove sia bambini che adulti ottengono e mantengono il comando. Entrare nella mente dell’individuo è difficile; la personalità muta e la classificazione rigida che ci viene fornita può dare solo alcune informazioni, siamo tutti diversi e quindi catalogabili solo in parte. Dopodiché la Dottoressa ha spiegato il modello offender Profiling del FBI e di David Canter comparando gli elementi prodotti da due attività investigative: la ricostruzione della scena del crimine e l’elaborazione del profilo criminologico del reo. Attraverso delle esercitazioni e dei video si é cercato di comprendere come si collegano elementi della scena del crimine all’analisi psicologica di chi ha commesso l’omicidio. Ha psiegato quali percorsi dell’infanzia accomunano molti serial killers, portando come esempio Richard Kuklinski, uno dei più prolifici killer seriali americani. Di lui ha mostrato una lunga intervista evidenziando le sue reazioni emotive in riferimento ai crimini commessi. Ci ha fatto esercitare su possibili profili e analisi della scena con staging.

nidrina per carta, luminol, fumi di iodio (pipette per carta), polveri fluorescenti, lampada UV, filtri tracce biologiche, sangue secco.

nidrina per carta, luminol, fumi di iodio (pipette per carta), polveri fluorescenti, lampada UV, filtri tracce biologiche, sangue secco.

Grazie a questo corso ho avuto la possibilità di avere una generale panoramica su come si lavora sulla scena del crimine e sulla psicologia di un criminale; tramite l’università ho avuto modo di vedere l’ampia offerta formativa proposta dai corsi di formazione nel settore su tutto il territorio nazionale, peccato che molti di questi non curino l’aspetto pratico. Per arrivare ad avere una conoscenza dettagliata è necessario l’addestramento, il quale ci da gli strumenti per ottenere l’esperienza sul campo, la quale si può avere solo dopo anni di lavoro e ricerche. Il sapere è importante, la manualità con le attrezzature specifiche però è necessarie per non compiere errori, anche piccoli, i quali però potrebbero inficiare il risultato dell’intero processo investigativo.

Di Marina Pugliese.

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