“Che se poi uno fosse davvero un esperto di sicurezza mica dovrebbe parlare di estintori”

Oggi parleremo di un concetto facile, noto in tutto il mondo –Italia a parte-, quello della differenza tra safety security.  Partiamo prima di tutto da un presupposto: amiamo, generalmente, complicarci la vita. Infatti noi Italiani a volte abbiamo il grandissimo dono di rendere difficile e complicate tutte le cose che facciamo, sopratutto quando si parla di leggi e definizioni.
Senza cadere nei tetri meandri  del TULPS –testo unico delle leggi di pubblica sicurezza-, le cui leggi “a volte”  sono un po’ antiquate e contraddittorie –esempio l’art 42 comma3 che autorizza le GPG a munirsi di un “bastone animato” per svolgere le loro mansioni– proviamo a dare una risposta a tutti quelli che spesso si chiedono che differenza ci sia tra safety e security.

Prima di tutto bisogna sottolineare come questa confusione sia presente più o meno ad ogni livello –corsi professionali altamente qualificati a parte-, dalle aule universitarie della facoltà di Narni ai seminari e corsi di formazione offerti da molti enti privati.
Immaginiamo quindi un breve dialogo tra due personaggi fittizi,  Mario Rossi e Giuseppe Russo.

Parte il primo, il quale, dopo essersi presentato, inizia dicendo:
piacere, sono un esperto di sicurezza”.
che casualità, anch’io!” ribatte l’altro, colto da uno strano entusiasmo.
Mario, preso da uno stupore ancora più grande, risponde:
non mi capita spesso di incontrare altri professionisti del settore, ne sono felice.
Ma, precisamente, lei di cosa si occupa?”
Arrivati a questo punto il signor Russo, dopo aver raccontato della sua laurea in Ingegneria e di un buon numero di corsi frequentati, risponde così: ” […] in poche parole mi occupo di norme di sicurezza sul lavoro, controllo che gli estintori siano stati cambiati, i piano edilizi siano corretti e vengano rispettate tutte le norme che garantiscono la tutela dei lavoratori. 
Questo è il momento in cui il signor Rossi, guardando negli occhi il suo interlocutore, risponde con aria delusa: “se fossimo in un paese “civile”, avresti detto che eri un esperto di Safety, evitandomi così di perdere tempo.

Infatti, che vi troviate in Francia o in America, oppure tra le sabbia del Medio Oriente o le fredde strade di Mosca, nella maggior parte del mondo difficilmente troverete un Paese nel quale si confonda ancora la parola Safety, la quale richiama l’ambito della sicurezza sul lavoro, antincendio e affini, con quello di Security. La seconda infatti non può che riferirsi ad un ambito nel quale i rischi giungono da parte di terzi, i quali tramite mezzi fisici o informatici, mirano a superare le strutture di difesa dei vari compound di sicurezza con lo scopo di acquisire informazioni oppure danneggiare le persone.

Ora quando andrete a prendere un aereo saprete che dovrete ringrazia il Safety Advisor per quanto riguarda la certezza che, in caso di terremoto oppure incendio, siano state prese tutte le contromisure necessarie a farvi uscire sani salvi.
Invece, per quanto riguarda le lunghe file ai check-in, i controlli sotto i body scan e le perquisizioni, per quello dovrete chiedere del Security Advisor.

Lunga fila causata dai controlli di Sicurezza -perchè ironizzare non fa mai male- in un aeroporto internazionale.
Long Row of people caused by some Security controls

di Marcello Tomasina

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Tupls, art 42 comma 3: “Il questore ha facoltà di dare licenza per porto d’armi lunghe da fuoco e il prefetto ha facoltà di concedere, in caso di dimostrato bisogno, licenza di portare rivoltelle o pistole di qualunque misura o bastoni animati la cui lama non abbia una lunghezza inferiore a centimetri 65.”

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One comment

  1. quali sono le conseguenze negative e i problemi dovuti al confondere safety e security? (p.s: come si può rendere in termini italiani la differenza?)

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